On the art of fiction | Speechless Magazine

On the art of fiction

A volte si viene interrogati a proposito degli “ostacoli” che devono affrontare i giovani scrittori che stanno tentando di fare un buon lavoro. Io direi che gli ostacoli maggiori che oggi gli scrittori devono superare sono gli abbaglianti successi giornalistici di vent’anni fa, storie che sorprendevano e dilettavano grazie all’acutezza delle loro rappresentazioni fotografiche e che veramente non erano altro che vividi brani di cronaca.

L’intero scopo di quella scuola di scrittura era la novità – che non è mai un aspetto molto importante dell’arte. Questi scritti ci hanno offerto, tutto sommato, dei modelli poveri – ci hanno insegnato a moltiplicare le nostre idee anziché a condensarle. Tali scrittori tentavano di creare una storia partendo da ogni tema che si presentava loro e di ottenere un ritorno da ogni situazione che loro si proponeva. E un ritorno l’ottenevano, in un certo senso. Ma se ci si guarda indietro, oggi che quella innovatività sulla quale contavano è scemata, le loro opere sono giornalistiche e fiacche. Il merito particolare di ogni buona storia di cronaca è di essere intensamente interessante e pertinente oggi, ma di aver perduto ogni sua utilità già entro domani.

L’arte, mi sembra, dovrebbe semplificare. In questo consiste, in verità, l’intero e più alto processo artistico; trovare di quali convenzioni formali e di quali dettagli si può fare a meno e tuttavia conservare lo spirito del tutto – cosicché tutto ciò che si è eliminato ed espunto sia presente alla consapevolezza del lettore così come se fosse stampato sulla carta. Millet dipinse centinaia di schizzi di contadini che seminano il grano, alcuni dei quali molto complicati e interessanti, ma quando egli arrivò a dipingere lo spirito di tutti loro in un unico quadro, Il seminatore, la composizione risultò così semplice da sembrare ineluttabile. Tutti gli schizzi che erano stati fatti in precedenza e poi scartati contribuirono a fare di quel dipinto ciò che esso effettivamente divenne, e il processo [creativo] era stato per tutto il tempo un processo di semplificazione e di sacrificio di molti concetti efficaci in se stessi a vantaggio di un’unica concezione, migliore e più universale.

Ogni romanzo o ogni racconto di qualità deve avere in se stesso la forza della decina di storie abbastanza buone che ad esso sono state sacrificate. Un buon operaio non può lavorare a buon mercato; non può essere taccagno e aver paura di sprecare materiale, e non può scendere a compromessi. La scrittura dovrebbe essere o il confezionare storie per le quali c’è domanda sul mercato – un affare sicuro e raccomandabile come fabbricare il sapone o preparare i cibi per la colazione – o dovrebbe essere un’arte, che è sempre una ricerca di qualcosa per il quale non c’è domanda sul mercato, qualcosa di nuovo e mai provato, dove i pregi sono intrinseci e non hanno niente a che vedere con i valori standardizzati. Il coraggio di procedere senza compromessi non arriva subito allo scrittore – e se è per questo lo stesso vale per il talento. Entrambe sono fasi di naturale evoluzione. All’inizio l’artista, come il suo pubblico, è fedele a vecchie forme, a valori antichi, e la sua visione è offuscata dal ricordo di piaceri passati che egli vorrebbe tornare a catturare.

Articolo del 1920 di Willa Cather, scrittrice statunitense
Traduzione di Mara Barbuni

    Speechless Magazine

    Speechless Magazine è una rivista on line, ma non lo è fino in fondo. Ovvero, non nasce con queste premesse. Potete, infatti, scaricarla gratuitamente, ma l’idea è quella di un prodotto dell’editoria vecchia scuola. Idealmente sfogliabile, è tanto ricca dal punto di vista grafico da trasbordare la bidimensionalità dello schermo.

    More Posts

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato.

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

    Musica e ArteCinema e Serie TVLetteratura Speechless on Facebook Speechless on Twitter Attualità Speechless on YouTube