Favole, l’universo illustrato di Victoria Frances | Speechless Magazine

Favole, l’universo illustrato di Victoria Frances

In occasione dell’uscita italiana dell’edizione integrale di Favole, edita da Rizzoli Lizard, abbiamo avuto l’occasione di intervistare l’autrice Victoria Frances. La giovane illustratrice spagnola ha conquistato il grande pubblico di lettori in età giovanissima, pubblicando un’opera illustrata intitolata “Favole, Lacrime di pietra”, primo volume di una trilogia. Quest’opera ha rappresentato, nel panorama delle graphic novel, una sorta di spartiacque tra l’immagine del vampiro del passato e il vampiro moderno. Victoria Frances ha saputo innestare nelle classiche caratteristiche dei vampiri quel giusto mix di gotico e dark romantico che ha affascinato le nuove generazione di lettori. Atmosfere cupe sottolineano storie d’amore ricche di pathos dove eroine disperate narrano le loro inquietudini.

La trilogia di “Favole” è entrata con prepotenza nell’immaginario dei lettori di tutto il mondo, tanto che le immagini e le figure femminili raccolte nell’opera sono diventate il simbolo della nuova letteratura gotica, nella quale confluiscono il fascino e l’oscurità di personaggi tormentati e ricchi di carisma. La Frances, però, non si è fermata e ha prodotto altre due serie di grande pregio “El corazon di Arlene” e “Misty circus” dove ha dimostrato di sapere gestire e giocare con storie e stili molto diversi tra loro senza mai dimenticare quella vena cupa che contraddistingue il suo lavoro.
In attesa di poter leggere in Italia i suoi nuovi lavori, buone “favole” a tutti.

1. Ciao Victoria, benvenuta su Speechless. I nostri lettori sono sempre molto curiosi, ti andrebbe di parlarci un po’ di te? Cosa ti piace fare quando non lavori sui tuoi progetti?

Lieta di ospitarvi. In verità mi considero una persona molto normale e, al di là dei miei progetti come illustratrice, di solito nel mio tempo libero mi dedico alla lettura, in particolare leggo romanzi ambientati nel passato, mi piace anche andare al cinema, ascoltare musica…vale a dire faccio quello che una qualsiasi persona normale fa di solito nel proprio tempo libero.

2. Parliamo subito della tua opera prima “Favole” pubblicata la prima volta nel 2005 in Spagna, una trilogia illustrata che ha conquistato in brevissimo tempo lettori e lettrici di tutto il mondo. Da poco (da settembre 2012 disponibile anche in Italia grazie alla Rizzoli Lizard) è stata pubblicata la versione integrale in un unico volume con illustrazioni e testi inediti. Come mai questa scelta di riprendere in mano l’intera opera?

Il primo volume di “Favole” è stato pubblicato in Spagna nel 2004 e onestamente sono rimasta molto sorpresa dell’impatto che ha avuto il mio primo artbook. Non mi aspettavo di ottenere un successo così rapido e credo che non fossi nemmeno pronta a tutto questo. Ma poco a poco ho fatto mio il campo artistico che mi si apriva davanti e mi sono dedicata completamente al mondo dell’illustrazione, continuando col secondo ed il terzo volume. Ho raggruppato la trilogia in un unico volume per darle un aspetto più elegante, qualcosa di più simile a un “libro d’artista” con un’impostazione grafica più accurata e con materiale esclusivo.

3. Come è stato rimetterti al lavoro su “Favole”? Quali sono stati (se ne hai trovati) i limiti della tua prima opera rispetto a questa nuova revisione? In che modo ti senti cambiata rispetto ad allora?

Il primo libro contiene lavori e testi realizzati in un’età molto precoce, quasi 18 anni, quando non avevo nemmeno una tecnica completamente raffinata. Col passare del tempo e realizzando nuovi lavori anche il tuo stile migliora e le tue inquietudini cambiano, ma mantieni sempre quello spirito particolare o quel tuo mondo proprio che definisce la tua personalità artistica.

4. “Favole” non è solo il titolo dell’opera ma è anche il nome della protagonista, il filo conduttore dell’ intera narrazione. Come è nato questo personaggio e a chi o cosa ti sei ispirata?

Il nome “Favole” si riferisce ai racconti popolari a cui mi sono ispirata sin da bambina, come ad esempio le storie reali dei fratelli Grimm, Hans Christian Andersen o Charles Perrault tra gli altri… È il nome che ho dato al mio personaggio ispirandomi a me stessa, alle mie esperienze e sentimenti.

5. “Favole” è un’opera dove il lirismo dei testi si unisce a illustrazioni piene di pathos, tormento e gotiche atmosfere; le figure femminili rimangono impresse nel lettore. Come sono nate le loro storie?

Il filo conduttore dell’opera è il cammino di uno spirito errante verso la propria salvezza. Tutta la mia opera si basa su questo principio o concetto: la ricerca della luce nell’oscurità. Le storie presenti in “Favole” si riferiscono alle ombre che incontriamo durante la nostra esistenza, dalle quali impariamo sempre qualcosa e che alla fine ci rivelano la luce che speravamo di trovare.

6. Il vampiro Ezequiel è, assieme alla protagonista Favole, il punto focale dell’intera storia, qual è stata la tua fonte d’ispirazione? E cosa volevi raccontare attraverso la loro storia?

Il vampiro Ezequiel rappresenta la redenzione amorosa desiderata da Favole, è il concetto più romantico di tutta la storia. È il suo amante folle, la sua speranza di vita e di morte. Ezequiel ha in sé questa dualità.

7. La tua opera è apparsa in un periodo in cui non era ancora esplosa la moda nata dal fenomeno Twilight. Cosa pensi di questa nuova immagine del vampiro dalle tinte meno dark e tormentate?

Beh, si tratta di un altro punto di vista. Io personalmente non ho visto questa saga, nemmeno per curiosità… quindi non posso neanche esprimere la mia opinione su di essa, forse perché l’estetica non mi ispira del tutto e nemmeno è il tipo di vampiri che io immagino. Diciamo che sono molto più vicina alle cronache dei vampiri di Anne Rice, ai racconti gotici di tutti i tempi che possiamo trovare in Bram Stoker, Le Fanu, Mary Shelley, Edgar Allan Poe, Bécquer, Oscar Wilde… piuttosto sono un’amante del vampiro classico o del “mostro gotico” che non perde la sua propria decadenza, la sua oscurità e il suo tormento, così come la sua intensa attrazione e la bellezza dei suoi sentimenti.

8. La grande potenza espressiva della tua opera nasce dal perfetto connubio tra illustrazioni e testi, durante la prima stesura di “Favole” sono nate prime le illustrazioni o i testi? In che modo è nato l’intero progetto?

Prima di realizzare il primo volume di “Favole” avevo già a disposizione molte illustrazioni realizzate durante la mia adolescenza. Poi, considerando l’idea di raggruppare tutto il materiale in un unico volume, ho deciso di dar loro un senso, ordinare i personaggi e creare la storia che li collegasse. Ad ogni modo realizzo sempre prima le illustrazioni partendo da un’idea generale o da un filo conduttore presente nella mia mente e infine, quando ho tutte le illustrazioni di un libro, costruisco i testi.

9. Quando disegni quali sono le tecniche che prediligi? Perché?

Fondamentalmente adopero una tecnica mista a una base di acquarelli, pastelli, matite colorate e acrilici, ma non ho una tecnica fissa con cui realizzo tutte le illustrazioni. Normalmente procedo sempre allo stesso modo, ma ci sono immagini che necessitano di altri materiali. La sperimentazione continua è qualcosa che apporta ricchezza al proprio lavoro.

10. Da quali artisti trai ispirazione?

Da un’infinità… amo soprattutto l’opera del grande Brian Froud, ma lungo tutto l’arco della mia vita mi hanno ispirato moltissimi artisti, tra i quali vorrei segnalare John William Waterhouse, J. Everett Millais, Arthur Rackham, Edmund Dulac, Alphonse Mucha, Toulouse-Lautrec, Mark Ryden… etc.

11. Nell’immaginario comune odierno (specialmente sul web) le illustrazioni di “Favole” sono diventate la rappresentazione per antonomasia di figure femminili gotico/dark; quali sono stati gli elementi, secondo te, che hanno decretato il successo di queste tue rappresentazioni?

Penso che abbia a che fare con la ricerca dello stereotipo classico del vampiro. Personalmente scavo nello spirito romantico del vampiro, nei suoi desideri, passioni e tormenti. E sembra che nelle mie illustrazioni il mio pubblico capti proprio quello che voglio rappresentare. In misura diversa tutti ci siamo identificati con questo tipo di sentimenti. Per natura l’uomo è attratto dal concetto dell’amore eterno, della perdita, della solitudine, della vita e della morte…

12. Dopo la pubblicazione della prima trilogia di “Favole”, hai lavorato su altri progetti molto diversi tra lo per stile e scelte narrative, mi riferisco a “El corazón de Arlene” e “Misty Circus”. Come sono nati questi progetti?

Sinceramente sono nate dalla mia esigenza di creare qualcosa di nuovo. Credo che ogni artista abbia bisogno di sperimentare e di dare libero sfogo a tutte le visioni artistiche che più lo affascinano. Per questo ho deciso di non adottare un unico stile e di provare altri registri. Tutto questo arricchisce la tua opera e ti fa anche conoscere da un altro tipo di pubblico e ciò diventa molto gratificante. In ogni caso, benché essi sembrino diversi per forma e soggetto, non lo sono nella sostanza. Tutta la mia opera ha un’essenza comune e parte da alcune premesse molto concrete. Questo è qualcosa che non perderò mai.

13. Quali sono i tuoi progetti futuri?

Proprio adesso sto per pubblicare un nuovo libro che s’intitolerà “El lamento del océano” la cui protagonista principale sarà una sirena. Inoltre sto realizzando il terzo volume della collezione “Misty Circus” che avrà come titolo “El vampiro de las nieves”. Poi ho un altro progetto molto interessante che per adesso non posso svelare…

14. Chiediamo sempre agli artisti che intervistiamo una citazione o una frase personale che condensi la propria idea di Arte. Vuole dirci la sua?

La mia sarà sempre un piccolo frammento estratto dal leggendario romanzo di Dracula di Bram Stoker: “Persino nell’oscurità si vedeva la luce, come quella che c’è sempre sulla neve; e sembrava che le raffiche di neve e i veli di nebbia adottassero la forma di donne con lunghi vestiti fluttuanti…”

Traduzione di Adriana Beatriz Carriero

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