È un film? È un fumetto? No, è un Cinecomic! | Speechless Magazine

È un film? È un fumetto? No, è un Cinecomic!

Immaginate una serata di gala a cui partecipano tutti i generi cinematografici. C’è Lord Cinema-Impegnato, che cammina impettito nel suo smoking da cerimonia, c’è Miss Commedia-Romantica che fa gli occhi dolci al muscoloso Mr. Action Movie, c’è quella cassandra di Film-Catastrofico, secondo cui la fine del mondo è sempre imminente e, in giro da qualche parte, c’è anche il signor B. Movie, un tipo volgarotto e un po’ coatto che fa ridere tutti ma che nessuno ammette mai d’aver visto. Poi all’improvviso le note degli AC/DC, un gran frastuono ed ecco che nella sala irrompe… lui. Muscoli ipertrofici, divisa attillata e sorriso sardonico: il Cinecomic.

È l’eroe del 2012 (The Avengers, The Amazing Spiderman, Batman – Il Cavaliere Oscuro: Il Ritorno), ma soprattutto è il salvatore del carrozzone dorato targato Hollywood. Già, perché guardando la programmazione cinematografica sembra di assistere alla caduta di Fantàsia narrata da Micheal Ende ne La storia infinita. Il Nulla imperversa sul mondo del cinema: divora, distrugge. Dopo il suo passaggio non rimangono che pellicole insipide e sale deserte. Gli sceneggiatori sanno scrivere solo reboot o remake, i produttori pensano al franchise e agli incassi, il 3D viene usato per truffare il pubblico con promesse di spettacolarità mai realmente rispettate, il prezzo dei biglietti continua a salire. Un panorama apocalittico che ha bisogno di un eroe, qualcuno capace di richiamare gli spettatori, di guidarli fino alle sale, di esaltarli. “Un eroe. Non l’eroe che meritavamo ma quello di cui avevamo bisogno.” Il Cinecomic.

La sua storia sul grande schermo inizia in modo tutt’altro che dignitoso. Il primo lungometraggio tratto da un fumetto è, infatti, Batman – The Movie, datato 1966. Direttamente dalla famosa serie televisiva arrivarono al cinema Adam West con pancia e tutina attillata, Robin (Burt Ward) tanto ingenuo da sfociare nell’idiozia e una serie infinita di bat-accessori che includevano il bat-spray repellente per squali (molto utile se sei appeso a un elicottero sopra l’oceano e uno squalo di gommapiuma ti scambia per un esca). Un film assurdamente trash che ben rappresenta l’idea che il cinema aveva dei supereroi: nulla più che saltimbanchi in maschera adatti a strappare qualche risata.

Un esordio infausto che riuscì a essere dimenticato (almeno in parte) solo grazie all’intervento di un altro eroe di casa DC Comics: Superman. Nel 1974 la Warner Bros comprò i diritti della trasposizione e iniziò una produzione colossale che definì, di fatto, la “ricetta” dei futuri cinecomic: budget elevato, ampio utilizzo degli effetti speciali, tante scene d’azione, colonne sonore indimenticabili e un pizzico di umorismo. Il risultato fu un blockbuster leggendario che, all’epoca, divenne il maggior successo di casa Warner, piazzandosi al sesto posto nella classifica dei maggior incassi. Con il soggetto scritto da Mario Puzo (autore del romanzo Il Padrino), la presenza di Marlon Brando, scene di volo emozionanti e una regia coinvolgente firmata da Richard Donner (poi regista di altri film cult come I Goonies e la serie Arma Letale), Superman inaugurò, di fatto, il primo franchise fumettistico della storia del cinema, ma, soprattutto, inventò un genere longevo e remunerativo.

La via tracciata dal film di Donner non risultò, tuttavia, subito chiara e in tutto l’arco degli anni ’80 si segnalarono numerosi flop cinematografici legati ad adattamenti di fumetti. Colpa di produzioni pressapochiste ma soprattutto colpa di budget limitati e progetti mal curati. Una serie di insuccessi fortunatamente interrotta nel 1989 da un nuovo colossal targato dal dinamico duo DC Comics-Warner Bros: Batman di Tim Burton.

Sfruttando la propensione dark del regista americano, produttori e sceneggiatori decisero di portare sul grande schermo una versione cupa e gotica di Gotham City, distante anni luce da quella carnevalesca del precedente adattamento. La “ricetta” cinecomic venne rispettata e, grazie soprattutto alla straordinaria interpretazione di Jake Nicholson nei panni del Joker, il film divenne un must che fece sognare un’intera generazione di ragazzini. Al film di Burton seguirono, purtroppo, altri tre film della stessa serie e un’altra lunga sequenza di flop che si trascinò fino alla fine degli anni ’90. Di questi film, che sarebbe bene dimenticare, si salvano Il Corvo (1994) divenuto celebre per la sfortunata morte durante le riprese del protagonista, Brandon Lee, e Blade (1998) che segna la discesa in campo dei Marvel Studios.

L’entrata in scena della divisione cinematografica della famosa casa editrice è un evento fondamentale nella storia dei cinecomic. La prima conseguenza fu l’inizio di una vera e propria invasione dei supereroi Marvel, rimasti fino ad allora relegati a occasionali produzioni low-budget (ricordate solo dagli appassionati maniacali). Nel giro di otto anni (dal 2000 al 2007) vennero prodotte ben quindici pellicole tratte dai fumetti Marvel tra cui si distinguono ottimi film, come la serie degli X-Men di Bryan Singer e quella di Spiderman di Sam Raimi, ma anche colossali insuccessi come Daredevil, Hulk e Ghost Rider.

In questa valanga di adattamenti il vero punto di svolta fu però il reboot di una saga dedicata a un personaggio DC Comics: Batman. Dopo il disastroso Batman & Robin di Joel Schumacher, ultimo capitolo della saga diretta degli anni ’90, l’uomo pipistrello era diventato una sorta di paria, ma visto l’imbarazzante risultato di Catwoman, la Warner Bros aveva bisogno di un film che gli permettesse di fronteggiare il successo dei cinecomic rivali. Nacque così il progetto di Batman Begins affidato a un giovane e promettente regista, Christopher Nolan.

Partendo dal soggetto di David Goyer, Nolan scrisse una sceneggiatura che si staccava nettamente sia dai precedenti film dell’uomo pipistrello che dai recenti prodotti di casa Marvel. Il regista inglese scrisse una trama dai toni cupi in cui il personaggio di Bruce Wayne/Batman era finalmente il protagonista. L’ambientazione fu privata di ogni aspetto surreale o fumettistico, e Gotham City divenne una metropoli moderna e realistica. L’abbandono dei tratti pop in favore di una visione molto più verosimile fu una delle caratteristiche principali del nuovo corso. Niente più bat-accessori ma attrezzatura militare tecnologicamente avanzata, niente più bat-mobile ma un mezzo militare corrazzato, niente più siparietti comici ma dialoghi ben costruiti che affrontano in maniera approfondita il tema della battaglia tra bene e male. Se Batman – The Movie aveva rischiato di rovinare per sempre il genere cinecomic, Batman Begins fu capace di ridargli dignità, iniziando una trilogia che ha cambiato la percezione degli spettatori e dei critici verso gli adattamenti fumettistici.

I Marvel Studios accusarono il colpo ma risposero mettendo in piedi un progetto a lunga scadenza senza precedenti. Nel corso degli anni ’80 e ’90 la casa editrice americana aveva venduto i diritti dei propri personaggi a numerosi studi cinematografici. A partire dal 2004, però, i Marvel Studios iniziarono a raccogliere le varie opzioni di sfruttamento rendendo così possibile la creazione di un universo cinematografico Marvel in cui ambientare tutti i futuri cinecomic basati sui propri supereroi. Questo, oltre a permettere divertenti riferimenti incrociati tra i film, ha consentito la realizzazione della cosiddetta Fase 1, culminata con The Avengers. Prendendo spunto dalla struttura tipica degli albi a fumetti, dove le storie dei singoli personaggi convergono annualmente in una serie de I Vendicatori, nel 2008 i Marvel Studios inaugurarono un progetto cinematografico complesso e rischioso. Cinque film, interconnessi tra loro tramite easter egg e scene post-titoli di coda, per lanciare una pellicola corale divenuta evento anche prima dell’uscita ufficiale: The Avengers.

A differenza della trilogia su Batman creata da Nolan, il film di Joss Whedon non cerca di allontanarsi dal tono fumettistico dei suoi personaggi, ma anzi lo sviluppa e lo esalta. Il regista ha attinto alle tradizioni della Marvel e a quelle degli action-movie hollywoodiani, creando un perfetto mix di azione, spacconeria e divertimento. Il risultato è stato una pellicola che ha esaltato il pubblico e sbancato i botteghini.

L’uscita a distanza di pochi mesi di Batman: Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno e di The Avengers ha catalizzato l’attenzione del pubblico rinvigorendo la storica rivalità tra Marvel e DC Comics. Meglio la trilogia dell’uomo pipistrello o il film sui Vendicatori? Meglio Nolan o Whedon? Un confronto tanto inevitabile quanto sciocco e privo di senso. Le qualità dei due registi sono molto diverse tra loro e così non può che essere anche per i loro lavori. Molto più interessante è sottolineare quello che entrambi rappresentano per il genere “tratto da un fumetto”.

Nolan e Whedon hanno il merito di aver obbligato gli spettatori e i critici a rivedere la loro posizione riguardo ai cinecomic. Il primo ha dimostrato che a partire da un fumetto si può realizzare una saga seria, complessa, drammaticamente attuale e commovente. Il secondo ha provato che anche essendo popolari, commerciali e un po’ carnevaleschi si può realizzare una pellicola che rimarrà nella storia del cinema. Insieme hanno dato dignità e credibilità all’unico genere che non soffre la crisi che sta colpendo tutto il mondo dietro al grande schermo.

A sentire queste parole Lord Cinema-Impegnato si alza da tavola stizzito e urla: “ORA BASTA! Voi siete inferiori a me! Sono un dio, creatura ottusa! Non subirò angherie da parte…” A questo punto il Cinecomic lo afferra saldamente, lo sbatte una manciata di volte sul pavimento e poi lo lascia lì, in fin di vita.

Un dio gracile”, mormora andandosene sorridendo.

    Roberto Gerilli

    Mente da ingegnere e animo da scrittore, è un divoratore cinematografico/letterario onnivoro compulsivo. Adoratore del triumvirato King – Palahniuk – Tarantino, sogna di scrivere un fenomeno editoriale che riesca a fondere i tre stili tanto amati, ma nel frattempo si accontenterebbe anche solo di trovare un editore per uno dei suoi progetti letterari. Nel suo sito potete trovare i racconti da lui pubblicati.

    More Posts - Website

    Follow Me:
    Facebook

    3 risposte a È un film? È un fumetto? No, è un Cinecomic!

    • Magnificent post, very informative. I wonder why the other experts of this sector do not notice this. You must continue your writing. I’m confident, you have a huge readers’ base already!|What’s Taking place i am new to this, I stumbled upon this I’ve found It absolutely useful and it has helped me out loads. I’m hoping to give a contribution & help different customers like its aided me. Good job.

    • Ottimo lavoro Robi, davvero ben fatto!
      E’ bello ritrovarti così casualmente, (ri)scoprire di condividere ancora certi interessi.
      Un abbraccio e un caro saluto
      un tuo vecchio amico

    Rispondi a Watch Movie Online Annulla risposta

    L'indirizzo email non verrà pubblicato.

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

    Musica e ArteCinema e Serie TVLetteratura Speechless on Facebook Speechless on Twitter Attualità Speechless on YouTube