Armageddon Rag – George R. Martin | Speechless Magazine

Armageddon Rag – George R. Martin

Stephen King l’ha definito “Il miglior romanzo sulla cultura della musica pop degli anni Sessanta” e non si può dargli torto. Da Purple Haze di Jimy Hendrix a Let it Be dei Beatles, passando per altri grandi brani di artisti che hanno fatto la storia (e la rivoluzione della musica), Armageddon Rag trascende ogni intento nostalgico. Riassume un’epoca, determinandone al contempo i confini e i limiti. Il romanzo rappresenta per l’autore, George R. Martin, un esperimento edito nel 1983; non ebbe un successo commerciale eclatante, di cui venne però riconosciuto il calibro artistico, che gli consentì di ottenere alcune nomination presso importanti premi letterari statunitensi. In seguito è stato oggetto di diverse riedizioni, tra cui una recente da parte della Gargoyle Books.  Si tratta di un thriller con una lieve venatura di sovrannaturale, ma non solo; è un romanzo di formazione, in cui, a differenza da qunto previsto dal genere, il protagonista  non è un adolescente, ma un uomo che, nell’incontro con il passato, trova le ragioni per mettere in discussione la propria posizione  nel mondo.

Sandy Blair sembra ormai avere raggiunto ogni sicurezza: è uno scrittore affermato, convive con Sharon, un’affascinante agente immobiliare,  circondato da tutte le comodità. A rimettere tutto in discussione è l’ingaggio  per l’Hedgehog, magazine con cui Sandy ha compiuto i primi passi nel mondo del giornalismo: a contattarlo è Jared Patterson, che gli propone di realizzare un’inchiesta relativa alla morte di Jamie Lynch, ex manager dei Nazgûl, rock-band di successo planetario all’epoca della contestazione giovanile. Superate le iniziali reticenze, Sandy accetta l’incarico e parte per un viaggio che diventa anche l’occasione per un tuffo nel passato. Tra mistero e allucinazion, Blair fa tappa in diverse zone degli Stati Uniti, toccando con mano le condizioni in cui vivono gli ex compagni di scuola e di ideali. Dalla sola e spiantata Maggie, al ricco Lark, passando per la “spirituale” Bambi e per il professor Froggy e per Slum, prigioniero quest’ultimo di un padre-padrone che ha “ucciso tutti i suoi ideali”. L’Armageddon Rag, reso possibile dalla reunion di tutti i componenti dei Nazgûl, e agognato da un folle impresario, rappresenta il ritorno a un passato impossibile, nonché la cecità di fronte a sogni ormai infranti e non recuperabili.

Malgrado il romanzo sia strutturato secondo una dinamica di continui colpi di scena, il giallo su cui Sandy è chiamato a indagare sembra quasi più il pretesto per riesumare un sogno di cui analizzare le dinamiche. Si arriva quindi alla Beat Generation e, tra i numerosi riferimenti, non può non mancare quell’On the Road  di Jack Kerouac che ha dischiuso un mondo a intere generazioni. Non manca quella vena mistica, incarnata dalla figura di Bambi, che rammenta quel Siddharta simbolo di una gioventù errante, in cerca di se stessa. E ancora, il tema americano della frontiera, che per Martin si esprime nell’abbattimento e allo stesso tempo nel riconoscimento dei propri limiti e di quelli di ideali che devono fare i conti con le contingenze e l’essenza della stessa umanità, completamente assuefatta ai meccanismi del consumismo. A esprimere questa assuefazione, l’affermarsi della disco-music, la musica industriale per antonomasia, che, come testimonia un film cult come La febbre del sabato sera, sposta gli ideali sul piano del divertimento e dell’edonismo, che sfociano nell’individualismo e del narcisismo, contrapposti agli ideali comunitari dei sessantottini.

Il ritmo di Armageddon Rag, rapido e trascinante, scandisce una trama  intessuta con l’abilità dello scrittore dal mestiere robusto. Nella descrizione delle visioni e nelle descrizione si avverte il tocco del maestro del fantasy, apprezzato da milioni di lettori in tutto il mondo  di opere come quelle che compongono Le cronache del ghiaccio e del fuoco (su cui è al lavoro dal 1991). I dialoghi, disinvolti e salaci, scorrono come le battute di un copione cinematografico “made in Usa”. Oltre ai riferimenti ai classici della letteratura e della musica americana, con i relativi archetipi e temi (citati qui sopra), non mancano i riferimenti, quasi profetici, alla contemporaneità che proprio negli ultimi anni è oggetto di diverse rivalutazioni, a fronte di movimenti di contestazione che negli ultimi anni sono sorti, sulla scia delle difficili contingenze economiche che stanno caratterizzando in particolare modo il Vecchio Continente.  Il romanzo è una retrospettiva, l’analisi di un fallimento, posta nell’ottica antropologica, ben oltre le facili nostalgie.

L’amarezza e la nostalgia, espresse da diversi personaggi, fanno da contraltare alla presa di coscienza di un passato che non potrà mai tornare e alla presa di coscienza del proprio ruolo. In un finale che ad alcuni potrà sembrare un po’ troppo sopra alle righe, e in cui si ravvisa il background fantasy di Martin, si ritrova anche il raggiungimento della comprensione del presente, con una relativa comprensione e accettazione dei ruoli che ci si trova a ricoprire. Per Sandy, l’accettazione del tramonto di un’epoca significa ridimensionare le proprie lotte, riportandole a una sfera individuale. Armageddon Rag non è forse completamente alla portata di lettori italiani, abituati a certi standard narrativi, ma è indubbiamente un’opera particolare, la cui lettura scivola via senza ma annoiare. E’ inoltre un interessante esperimento, che permette di comprendere un’intera cultura, a partire da musica che ha fatto la storia. E dopo la lettura, non mancherà la tentazione di ascoltare un brano dei Creedence Clearwater Revival, dei Beatles e di altri che hanno fatto la storia. Magari ritornando ai romanzi della Beat Generation.

Armageddon Rag

di George R. Martin
Traduzione: Benedetta Tavani
Casa Editrice: Gargoyle Books
Collana: GargoyleExtra
Pagine: 478
Prezzo: 16,50 €
ISBN: 9788889541975

    Roberta De Tomi

    Dopo la laurea al Dams di Bologna e una serie di più o meno fortunati o sfortunati eventi lavorativi, ho cercato di prendere in mano i miei sogni, per viverli. Attualmente collaboro per alcune testate giornalistiche e per blog e tra una recensione, un'intervista, cerco di scrivere qualcosa di mio. Alcuni miei racconti sono pubblicati su antologie cartacee e on web e ho appena pubblicato un thriller "Follia d'ardesia", contenuto nell'antologia "Lucide ossessioni".

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